In arrivo una nuova legge sul gioco

“È in fase di ultimazione la predisposizione di un disegno di legge delega per il riordino complessivo del settore dei giochi che punta a definire un quadro di regole chiare e precise per il gioco ed a rafforzare la tutela della salute del giocatore”. Parola di Massimo Bitonci, sottosegretario della Lega all’Economia, in VI Commissione Finanze alla Camera, che ha annunciato i lavori per un nuovo disegno di legge delega, da pubblicare entro il 2019.

Obiettivo è quello di riordinare e rendere omogenee le regole auree del gioco e al controllo sulla tutela del giocatore, guardando in particolar modo ad una profonda riforma del settore all’insegna della sicurezza dei giocatori e rispetto dell’ordine pubblico. Nella mente dei legislatori, quindi, il nuovo dl servirà ad integrare il Decreto Dignità, e aiutarlo a ridurre il gioco patologico, combattere quello illegale, vigilare e garantire sulle entrate erariali. Una questione, quest’ultima, particolarmente spinosa visto che il Governo, per completare la manovra di bilancio 2019-2021 mira ad un profondo riassetto di tutto in segmento gambling, polmone verde per le casse dello stato.

Per capire bene la riforma bisogna fare un passo indietro e arrivare all’articolo 1, comma 936, della Legge di Stabilità del 2016 che aveva definito “Entro il 30 aprile 2016, in sede di Conferenza unificata, le caratteristiche dei punti di vendita ove si raccoglie gioco pubblico, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale, al fine di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico e della pubblica fede dei giocatori e di prevenire il rischio di accesso dei minori di età”. Trasmessa poi nelle Commissioni parlamentari competenti, la legge è diventata attiva nel settembre 2017, quando è stato aggiunto l’obbligo delle regioni ad “adeguare le proprie leggi in materia di dislocazione dei punti vendita del gioco pubblico all’intesa sancita in sede di Conferenza unificata”. Ad oggi, però, nonrisulta nessun aggiornamento delle leggi da parte degli enti locali.

 Con queste parole il sottosegretario leghista aveva intenzione di rispondere anche a Silvia Fregolent, membro della Commissione Finanza della Camera in quota Partito Democratico, che ha segnalato i casi di Piemonte ed Emilia Romagna “che per colpa di un quadro normativo talmente complesso, hanno regolato il settore attraverso norme completamente diverse”.

Bipartisan quindi è il coro che chiede una riforma del gioco. “Dichiaro quindi la mia disponibilità e quella del Partito Democratico a contribuire alla definizione della citata riforma” ha continuato la Fregolent. Con la speranza che si arrivi presto ad una soluzione.

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