Il Rwanda è il paradigma dell'inferno e del paradiso. E' un nonluogo, quel posto in cui ogni cosa è stata possibile.(...) E'la terra del conflitto genocidiario che qulacuno di noi forse ricorda ancora, ma insieme è quella parentesi in cui si tenta una normalizzazione innaturale. Il Rwanda è un meraviglioso pezzo di terra africana dove l'impossibile è diventato reale. Lì, in punta di piedi, si è mossa una donna bianca. Ha cercato di capire, ha preteso di vedere, ha scelto di ascoltare. (...)I suoi appunti oggi diventano un grido. Un grido di speranza. Un grido di forza. Un grido di giustizia.